Trattare la cellulite con gli ultrasuoni microfocalizzati

Con l’estate ormai alle porte, la corsa contro la cellulite diventa sempre più necessaria, specialmente se durante questo particolare inverno, non abbiamo preso costantemente cura del nostro corpo.

Fortunatamente, però, possiamo contare su due validi aiuti che possono ancora permetterci ottimi risultati prima dell’estate: la termografia a contatto e la ricerca estetico medicale che, grazie all’evoluzione tecnologica, ci offre una metodologia molto efficace chiamata ultrasuoni microfocalizzati.

Avevamo già trattato l’argomento in un precedente articolo, dove parlavamo degli ultrasuoni macrofocalizzati ma oggi vogliamo spiegarvi la loro evoluzione.

La tecnologia ad ultrasuoni HIFU microfocalizzati si basa sull’utilizzo di energia termica ad elevata intensità che va ad indurre coagulazione tramite il riscaldamento del tessuto adiposo fino a 65-70 gradi. Il suo manipolo emette ultrasuoni che penetrano la zona trattata alla profondità prescelta dall’operatore con una precisione millimetrica (anche grazie alla sonda ecografica che permette di posizionare esattamente il manipolo sulle zone da trattare), inducendo la coagulazione termica a tre differenti profondità.

Gli ultrasuoni microfocalizzati permettono di indurre lo scioglimento del tessuto adiposo e la formazione di collagene, dando origine ad un vero e proprio effetto lifting non invasivo.

Per poter sapere se il trattamento è adatto al nostro organismo, possiamo usare la termografia a contatto: un’analisi che permette di conoscere la reale composizione del tessuto sottostante mediante l’utilizzo di lastre termografiche.

L’analisi è facile e non invasiva e permette di classificare la condizione della cellulite (assente, edematosa, fibrosa, sclerotica), consentendo all’operatore di indirizzarci verso il trattamento più indicato.

Inoltre, grazie alla termografia a contatto, è possibile rilevare la presenza della cellulite quando ancora non visibile ad occhio nudo o riscontrabile alla palpazione, diventando cosi un valido strumento preventivo.

L’analisi può essere ripetuta anche dopo ogni trattamento dato che non comporta alcun tipo di controindicazione, permettendoci di tener traccia dei progressi nel trattamento.

Gli ultrasuoni microfocalizzati promettono evidenti risultati fin dalla prima seduta, continuando poi a far migliorare gradualmente la condizione nel tempo (per il processo di apoptosi cellulare); il trattamento è quasi totalmente indolore, viene fatto senza anestesia e permette di ritornare subito alle normali attività senza periodi di convalescenza.

L’idoneità al trattamento deve essere sempre valutata dal medico estetico, dopo un’accurata visita.

No Comments

Post A Comment