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Le adiposità localizzate, conosciute anche con il nome di grasso viscerale, sono degli accumuli adiposi che vanno a concentrarsi in determinate zone del nostro corpo come fianchi, addome, glutei, polpacci o cosce e che si differenziano dal grasso sottocutaneo (concentrato nell’ipoderma) e da quello intramuscolare (distribuito tra le fibre muscolari).

Quando si decide di combattere la cellulite, come abbiamo visto nei precedenti articoli, si può agire su vari fronti: alimentazione, stile di vita, attività fisica, integrazione e trattamenti cosmetici, estetici o medico estetici. Quello che accomuna ogni trattamento è una corretta analisi della condizione di partenza:...

Il grasso viscerale, oltre ad essere un problema di salute (rappresenta, infatti, uno dei primari fattori di rischio di ictus e malattie cardiovascolari), è anche un evidente inestetismo che, spesso, si manifesta con adiposità localizzate in specifiche zone del nostro corpo come addome, glutei, polpacci, fianchi e braccia.

L’adiposità localizzata è un fastidioso inestetismo dovuto all’aumento di volume degli adipociti che può interessare zone specifiche del nostro corpo come addome, braccia, polpacci, glutei e cosce.

Oggi vogliamo parlarvi di una nuova tecnologia ad ultrasuoni che promette ottimi risultati in caso di adiposità localizzate e cellulite: gli ultrasuoni defocalizzati.

Come ben sappiamo, l’adiposità localizzata oltre ad essere un evidente fattore antiestetico, rappresenta anche un fattore di rischio per malattie cardiovascolari e diabete, per questo è sempre importante agire in ottica preventiva adeguando stile di vita e dieta.

Le vacanze sono finite da poco e, ormai, siamo immerse nella nostra routine quotidiana fatta di casa, ufficio, spesa, amicizie e, per chi riesce, palestra ed attività fisica: tutte attività che ci portano via molto tempo e molte risorse al punto da farci dimenticare di prenderci cura della nostra cellulite. Possiamo, però, iniziare da due aspetti che portano via pochissimo tempo: la dieta e l’attività fisica. Uno dei primi accorgimenti che possiamo adottare è quello di limitare quanto più possibile il consumo di sale: evitiamo di aggiungerlo alle nostre pietanze e, al suo posto, optiamo per delle ottime spezie. Il sale, infatti, è un vero e proprio nemico della ritenzione idrica, uno dei fattori che più influenza la comparsa del fastidioso inestetismo di pelle a buccia d’arancia. Un altro accorgimento importante è quello di idratare sempre il nostro organismo: oltre alla giusta quantità di acqua, possiamo optare per tè verde, acque detox e tisane drenanti (sia fredde che calde) a base di erbe come betulla, tarassaco ed equiseto. Non devono poi mancare frutta e verdura fresca di stagione come sedano, tarassaco, anguria, melone e finocchi: tutti alimenti che favoriscono la diuresi. Per quanto riguarda l’attività fisica, se ne avete la possibilità, potete optare per sport acquatici come nuoto o acquagym: due ottime attività, efficaci nella lotta alla cellulite. Il movimento favorisce il drenaggio dei liquidi e migliora la circolazione sanguigna. Se avete poco tempo, potete pensare di fare delle camminate veloci (meglio rispetto alla corsa dato che minimizza la produzione di acido lattico e radicali liberi), magari per recarvi al lavoro o a fare la spesa. In ogni caso, vi consigliamo di analizzare la condizione della cellulite: questo permetterà di conoscere il punto di partenza permettendo di decidere su eventuali trattamenti estetici o medico estetici adatti al vostro organismo. L’analisi termografica della cellulite è facile, veloce e non invasiva e permette al professionista (medico, estetista, nutrizionista o personal trainer) di avere una chiara mappatura della condizione dei tessuti sottostanti, oltre che di classificare lo stadio della cellulite (assente – edematosa – fibrosa – sclerotica) per poter intraprendere il miglior trattamento, allenamento o regime alimentare. La termografia a contatto si basa sull’utilizzo di lastre termografiche a cristalli liquidi che, una volta appoggiate sulla cute, mostrano la condizione dei tessuti sottostanti e permettono di visualizzare la condizione della cellulite (anche quando ancora non visibile ad occhio nudo o riscontrabile alla palpazione).