Adiposità localizzate: come si formano? Come combatterle?

Le adiposità localizzate sono uno degli inestetismi più odiati da donne e uomini. Si tratta di adipe localizzato in specifiche zone come fianchi, cosce, addome, polpacci, braccia e glutei che, spesso, non è causato solo da una situazione di sovrappeso ma può dipendere anche da fattori genetici, da un errato stile di vita o da un’alimentazione scorretta.

La maggior parte delle persone che soffre di questo problema manifesta anche un’alterata microcircolazione che provoca una riduzione dell’ossigenazione dei tessuti con possibile dolore localizzato causato dall’infiammazione sottostante.

L’estetica professionale e la medicina estetica, negli ultimi anni, hanno sviluppato vari trattamenti efficaci per ridurre le adiposità localizzate, tra queste le principali sono:

la radiofrequenza anti-adipe, gli infrarossi e la criolipolisi.

  • La radiofrequenza sfrutta l’azione riscaldante delle onde radio per agire sul sistema linfatico e sul microcircolo, stimolandoli ed innescando un effetto rassodante dei tessuti. Le cellule adipose si rompono e vengono poi espulse dal nostro organismo tramite drenaggio linfatico.
  • Gli infrarossi funzionano sempre per il principio di riscaldamento ma sfruttano dei raggi infrarossi che vanno ad agire, in modo localizzato, sull’adipe più radicalizzata. L’azione tonificante e riduttiva permette di migliorare la condizione degli inestetismi e di ridurre il grasso sottocutaneo.
  • La criolipolisi, invece, sfrutta un principio inverso ovvero quello del congelamento. Tramite uno speciale manipolo, le zone da trattare vengono portate a temperature prossime allo zero: in questo modo si instaurerà un processo di apoptosi cellulare che porterà alla morte delle cellule adipose con successiva eliminazione tramite il nostro sistema linfatico.

Prima di intervenire, però, è sempre importate rivolgersi a un centro specializzato in grado di svolgere un’accurata analisi termografica dello stato dell’adipe.

Lanalisi termografica, tramite l’utilizzo di una speciale lastra a cristalli liquidi microincapsulati, permette di avere un’immagine a colori, ad alta definizione, che riflette la situazione dei tessuti sottostanti: in questo modo è possibile distinguere l’adiposità molle da quella indurita, oltre a poter classificare la cellulite in uno dei suoi quattro stadi (assente, edematosa, fibrosa, sclerotica).

Data la sua elevatissima sensibilità, è possibile muoversi in ottica preventiva in quanto il sistema è in grado di mostrare i primissimi accumuli quando ancora non visibili ad occhio nudo o riscontrabili alla palpazione.

Parliamo di un’analisi totalmente priva di controindicazioni, non invasiva ed eseguibile da chiunque in modo facile, veloce e confortevole.

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